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A giugno 2026, la Direzione Regionale Musei Nazionali del Veneto ha acquisito nove delle mie opere grafiche, realizzate per la mostra Phantasmagoria Pacis. Sono ora parte delle collezioni permanenti del Museo Nazionale Collezione Salce, a Treviso.
Queste opere nascono da una ricerca che continua da anni: come le immagini non riflettono la realtà, ma la costruiscono. Phantasmagoria Pacis indagava questo meccanismo attraverso la sovrapposizione di strati visuali, la distorsione controllata, la ricerca di una tensione fra ciò che sembra e ciò che è. Non è illustrazione di un concetto. È la forma stessa che diventa il concetto. Quando una istituzione nazionale decide di acquisire un'opera, non sta acquistando un oggetto. Sta dicendo che quella ricerca merita di rimanere accessibile, studiabile, parte della memoria visiva pubblica. Per un artista, non è poco. Il Museo Nazionale Collezione Salce non è una scelta casuale. È uno spazio che storicamente ha riconosciuto il valore della ricerca contemporanea italiana, capace di guardare a pratiche visuali che sfidano i confini fra discipline. Il fatto che nove opere grafiche entrino in collezione significa che quella sfida è stata capita. Il valore di un'opera non si misura con acquisizioni o numeri, ma con la sua capacità di modificare il modo in cui chi la guarda vede il mondo. Se queste nove immagini riusciranno a farlo per anche una sola persona che le incontrerà nelle sale del museo, allora il lavoro avrà davvero funzionato. Continuo a lavorare sulla stessa domanda: come costruire immagini che siano critiche, provocative, capaci di pensare il futuro. Questa acquisizione non è una fine, ma una conferma che la strada è quella giusta.
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Marzo 2032
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