I PROGETTI E LE OPERE
Le immagini costruiscono la realtà.
Un'arte che usa gli strumenti del sistema mediatico
per trasformare la percezione.
per trasformare la percezione.
Il lavoro di Damiano Fasso si muove come un'indagine sul reale e sulle sue contraddizioni: le immagini costruiscono la realtà, la plasmano, la orientano, decidono cosa esiste e cosa scompare. Da questa convinzione nasce una ricerca che attraversa pittura, videoinstallazioni e arte digitale da ventiquattro anni.
A giugno 2026 il Museo Nazionale Collezione Salce ha acquisito nove sue opere. Il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche nazionali e internazionali e in pubblicazioni di riferimento sull'arte digitale contemporanea.
Le opere sono nelle sezioni qui sotto: pittura, fotografia, installazioni, arte digitale e video.
Le opere di Damiano Fasso nascono dalla rielaborazione di immagini e segni mediatici, analizzati e riorganizzati fino a diventare struttura. Il suo linguaggio è multimediale: pittura, video, installazione e digitale si intrecciano come parti di un unico sistema in trasformazione. L'artista utilizza materiali inusuali - smalti fluorescenti, polvere da sparo, glitter - e riferimenti provenienti da ambiti diversi (neopop asiatico, social network, videogiochi, glitch art) generando immagini seducenti ma instabili, dove naturale e artificiale si confondono. Alla base c’è una tensione costante tra slancio verso l’infinito e percezione della fragilità umana.
Le superfici colorate introducono uno spazio ambiguo in cui il reale perde solidità. Il lavoro di Fasso rende visibile questo scarto percettivo: il mondo appare come una simulazione hyper-pop.
A giugno 2026 il Museo Nazionale Collezione Salce ha acquisito nove sue opere. Il suo lavoro è presente in collezioni pubbliche nazionali e internazionali e in pubblicazioni di riferimento sull'arte digitale contemporanea.
Le opere sono nelle sezioni qui sotto: pittura, fotografia, installazioni, arte digitale e video.
Le opere di Damiano Fasso nascono dalla rielaborazione di immagini e segni mediatici, analizzati e riorganizzati fino a diventare struttura. Il suo linguaggio è multimediale: pittura, video, installazione e digitale si intrecciano come parti di un unico sistema in trasformazione. L'artista utilizza materiali inusuali - smalti fluorescenti, polvere da sparo, glitter - e riferimenti provenienti da ambiti diversi (neopop asiatico, social network, videogiochi, glitch art) generando immagini seducenti ma instabili, dove naturale e artificiale si confondono. Alla base c’è una tensione costante tra slancio verso l’infinito e percezione della fragilità umana.
Le superfici colorate introducono uno spazio ambiguo in cui il reale perde solidità. Il lavoro di Fasso rende visibile questo scarto percettivo: il mondo appare come una simulazione hyper-pop.